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Assistenza e Cura

Nei Paesi occidentali il progressivo aumento dell’aspettativa di vita e la notevole riduzione della natalità stanno portando inevitabilmente a un aumento della popolazione anziana. In Italia tale fenomeno ha assunto dimensioni di grandi proporzioni: nella seconda metà del XX secolo i soggetti di età compresa fra 60 e 79 anni sono aumentati di più del 100%, mentre gli ultraottantenni di circa il 300%.

Tra le patologie legate all’invecchiamento, sicuramente la demenza occupa un posto di grande rilievo: si stima che nel mondo vi siano più di 24 milioni di persone con demenza, destinate ad aumentare a 81 milioni nel 2040. La malattia di Alzheimer (MA) è la forma più comune di demenza.

Il quadro clinico è caratterizzato classicamente da un disturbo di memoria, per cui il paziente presenta dimenticanze che spesso in fase iniziale sono sottostimate dai familiari. L’esordio della malattia, infatti, è così insidioso che nella maggior parte dei casi i familiari non riescono a datarne l’inizio. Si associano altri deficit cognitivi quali disturbi dell’orientamento temporale e spaziale, disturbi del linguaggio, difficoltà nell’utilizzo di oggetti di uso comune e della capacità di riconoscimento.

Il decorso della malattia è lentamente progressivo, con una durata media di circa 8-10 anni. La diagnosi tempestiva (ossia alla comparsa dei primi sintomi) è fondamentale per consentire un rapido intervento sulle forme reversibili e l’istituzione di terapie che possono ritardarne la progressione. Tuttavia la diagnosi spesso non è così semplice, poiché la MA può essere confusa con altre forme di demenza (es. demenza vascolare, demenza fronto-temporale), con lo stato confusionale acuto o con altre patologie quali la depressione.

Il medico di famiglia, pertanto, svolge un ruolo di primo piano sia perché dovrà essere attento a individuare i primi sintomi, sia perché dovrà condurre un’attenta diagnosi differenziale per distinguere la MA da patologie simili o quadri sindromici frequenti nel paziente anziano.